Poesie e filastrocche primi giorni di scuola

Poesie e filastrocche primi giorni di scuola

Poesie e Filastrocche Accoglienza

Finalmente ecco la scuola

Il giorno dell’inizio è già arrivato
e indossi il grembiulino di bucato.

I bimbi hanno cestini o zainetti.
E dentro tu lo sai cosa ci metti;

la gomma, le matite colorate,
le forbici con le punte arrotondate.

In classe la lavagna trovi pure
e i cartelloni pieni di figure.

si ritaglia, si incolla, si colora,
così si cambia gioco ad ogni ora.

E che divertimento la lettura,
che usto con i conti e la scrittura!

quante scoperte splendide da fare,
quante storie stupende da ascoltare!

E poi è bello stare in compagnia
di amici vecchi e nuovi, in allegria.

Con loro parli, ridi e canti in coro.
Allora buona scuola… e buon lavoro!

Vivian Lamarque

Il primo giorno di scuola

Suona la campanella
scopa scopa la bidella,
viene il bidello ad aprire il portone,
viene il maestro dalla stazione
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto…
Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell’astuccio,
l’assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.
Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare.

Gianni Rodari

Vorrei una Scuola

Vorrei una Scuola tutta di cioccolato,
con il tetto di zucchero filato.
Vorrei una Scuola fatta di fiori,
con uccelli e farfalle di mille colori.
Vorrei la Scuola più grande per me,
ma la mia Scuola è la più bella che c’è.

Filastrocca settembrina,
già l’autunno si avvicina,
già l’autunno per l’aria vola
fin sulla porta della scuola.
Sulla porta c’è il bidello,
che fischietta un ritornello,
poi con la faccia scura scura
prova la chiave nella serratura,
prova a suonare la campanella…
Bambino, prepara la cartella!

G.Rodari

Ritorno a scuola
  Svelto ora il sol tramonta
la giornata adesso vola,
la cartella ormai è pronta
si ritorna tosto a scuola.
Se l’autunno piange foglie
sul suo grigio e cupo viso,
la tristezza non ci coglie
siamo forti col sorriso.
Invadiamo lieti i banchi
non pensiamo più a giocare,
di riposo siamo stanchi:
c’è bisogno di studiare.
Qui il tempo scorre lento
e talvolta il cielo è scuro
ma in fondo son contento
diverrò presto maturo.
Le maestre ci daranno
le risposte che vorremo,
nei ricordi resteranno
quando il mondo affronteremo!

Giuseppe Risica

Benvenuti a scuola!

L’estate è ormai passata

e la scuola è già iniziata!

Tutti insieme nei nuovi banchi

e non siamo per niente stanchi.

La vacanza è un ricordo lontano

che ci lascia piano piano.

Tornare a scuola è bello lo so

perchè i miei compagni ritroverò.

Le mie maestre mi aspettano già

e nulla più ci separerà.

Tante cose belle e interessanti imparerò

e per tre anni insieme a voi mi divertirò.

Tutti insieme cresceremo

e ogni giorno ci ritroveremo

per conoscere in allegria

e volerci bene in armonia.

Filastrocca degli alunni della III B guidati dall’ins. Maria Ruggi.

LA SCUOLA

Eccoti a settembre, la scuola ricomincia;
in paese, in campagna, in città e in provincia,
vedrai qualcuno contento, qualcuno confuso:
niente paura, tu segui attentamente
le istruzioni per l’uso.
Guarda l’edificio con decisione
poi, a passi svelti, varca il portone,
fermati nell’atrio, dai un’occhiata intorno;
se c’è un adulto che conosci digli: Buongiorno!
Se trovi delle amiche, se scorgi degli amici
puoi lasciarti andare a sorrisi felici,
puoi parlare di vacanze, di gite al mare e ai monti;
di certo il primo giorno non ti faran fare i conti!
Quando senti squillare la campanella
cerca la tua classe, chiedi alla bidella;
siediti ad un banco, vicino a chi ti piace,
chiacchiera, ma poco: è meglio se si tace.
Il primo giorno è bello, è forte l’emozione
di ritrovare tutti, di passare quel portone,
ma dopo il primo giorno ne seguono duecento,
si parte col lavoro, è inutile il lamento!
Si consiglia vivamente di fare attenzione
a quello che si dice durante la lezione.
Impegnarsi sempre è fondamentale:
non ha senso stare a scuola e lavorare male.
La scuola, se ci si pensa,
è una grande istituzione:
lavora coi bambini,
fa crescere persone!

Finalmente sono in prima

Oggi ha inizio la grande avventura
del nostro primo anno… quanta paura!!!!
Ci chiaman per nome, fanno l’appello
mentre il più discolo lancia il cappello.
-Ehi, bambini! questa è roba seria!
Ecco compare pure il dirigente
che dall’alto vigila, ma non dice niente!
Allora tutti in fila allineati
entriamo nell’aula come soldati.
La nuova maestra ci accoglie radiosa
della sua nuova classe è tanto orgogliosa!
E così nei banchi tutti vicini e sorridenti
con i cuori che batton forte perchè siamo contenti.
Ma c’è anche chi qualche lacrima inizia a versare,
perchè dal suo caro amico si è dovuto separare.
Scrivere, leggere, disegnare e colorare,
quanta fatica ci toccherà fare
con nuove regole da rispettare:
le orecchiette sui quaderni devi evitare!
Il tuo materiale dovrai curare!
Nessun pasticcio e qualche pagina strappata
una bella grafia, piuttosto ordinata.
Ora la scuola dell’infanzia è già un ricordo lontano
che si dissolve nell’aria piano piano!

di Maria Ruggi

(La poesia può essere utilizzata anche in altri siti, purchè venga sempre citato l’autore e il sito da cui è stata prelevata: www.maestramary.altervista.org)

Primo giorno di scuola

Questa mattina sono contento,
il babbo mi parla ma non lo sento,
la mamma mi dice che resterà sola,
non posso farci niente,
devo andare a scuola.

Non vedo l’ora di arrivare,
sono già grande, devo imparare,
con il grembiule e lo zainetto
cammino alla mamma stretto stretto.

Ho tante cose da raccontare,
qualcuno mi starà ad ascoltare?
Quanti bambini, non sono da solo,
ma ad un tratto spiccherei un volo.

Che mi succede? Sogno o son desto?
portami a casa mamma, fai presto!
Ma poi qualcuno mi fa una carezza,
mi chiede il nome, ma con tenerezza,

tutti i bambini le stanno intorno
e insieme facciamo un girotondo.
Poi la sera nel mio lettino
penso al compagno che mi è stato vicino,

alla maestra, alle sue mani……
….non vedo l’ora che venga domani!!

Questa mattina nello zainetto
sai tu che cosa ci metto?
Non i quaderni e l’astuccio firmato,
né per merenda, il cioccolato.
Prova a guardare con attenzione,
vi troverai forse un pallone?
Quel che mi serve per questa avventura
sarà per te novità sicura:
un fascio lucente di FANTASIA,
un pizzico o più di ALLEGRIA,
tanta AMICIZIA da regalare
e tanta VOGLIA di IMPARARE!

Maestrina
  Quando a scuola ce ne andiamo
e la mamma a casa resta
mai da soli rimaniamo,
lì ci aspetta la maestra.
Sta seduta e spiega piano
è paziente e non si lagna,
ci controlla da lontano
s’alza e scrive alla lavagna.
Quanto bene sa insegnare
spiega tutto come un gioco,
a noi tanto fa imparare
senza lei sapremmo poco.
È davvero molto buona
carismatica e bellina,
la campana adesso suona:
a domani, ciao maestrina!

Giuseppe Risica

Bentornati

Presto, correte, fate in fretta

c’è la nuova maestra che vi aspetta!

Batte forte il vostro cuore

se ne sente anche il rumore!

Siete molto emozionati

e un tantino preoccupati,

nuove lezioni da ascoltare

e vecchi amici da riabbracciare.

Ebbene sì, l’estate è ormai lontana

e soffia forte la tramontana.

Col grembiule inamidato

lindo, fresco di bucato,

tutti in fila con la cartella

ad aspettare la campanella.

Nei banchi stretti vi stringete

e un nuovo anno affronterete.

La lettura che allegria

ancor più bella in compagnia.

Scorpacciata di matematica

e poi a spasso con l’informatica.

Ogni anno è un’avventura:

della scuola non abbiate paura.

Bentornati cari bambini

gai, vispi e birichini,

quest’anno tanti valori vi trasmetterò

e con mano sapiente vi guiderò!

Maria Ruggi

(La poesia può essere utilizzata anche in altri siti, purchè venga sempre citato l’autore e il sito da cui è stata prelevata: www.maestramary.altervista.org)

 

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