I giorni della Merla poesie

I giorni della Merla poesie

giorni della merla

29 – 30 – 31 Gennaio – I giorni della merla-

I GIORNI DELLA MERLA

Ascoltate, bambini, la leggenda dei tre giorni della merla.
Conservandola nel cuore come in uno scrigno una perla.
La leggenda vuole spiegare le origini

di un fatto suggestivo, affascinante o solo curioso;
perchè, l’inverno, per lunghi tratti mite nebbioso
negli ultimi tre giorni del nostro primo mese
di colpo si mostri rigidissimo e scortese.
Tanti anni fa i merli avevano un candido piumaggio
d’un bianco più lindo delle gemme a maggio;
ma, Gennaio, in quell’anno antico e lontano
con le temperature fredde si lascio prendere la mano;
così una merla trovò ricovero in un camino
con la sua folta nidiata dal bianco capino.
Il camino caldo e fuligginoso
in quei giorni di tormenta fu ricovero miracoloso;
quando la morsa del nuovo mese cessò
la merla e i pulcini verso il suo nido s’orientò
e il nuovo colore nero di pece più che cinerino
scorse la famigliola nello specchio d’un rivo.
Da allora i merli non sono più bianchi ma neri
e i tre giorni già detti, tra i più rigidi e severi.
di Federico Ciancone

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I GIORNI DELLA MERLA

Scende lenta la neve bianca,
ovunque si posa soffice e stanca.
Il lume acceso nella cucina,
la mamma narra alla piccina:
“Erano i giorni più freddi, lo sai,
quei di gennaio gli ultimi ormai,
ognuno cercava un caldo rifugio
in ogni tana, in ogni pertugio.
Bianca la merla presso un camino
con l’ali scaldava il nuovo pulcino.
Babbo cercava un pezzo di pane
per chi piangeva:-Ho freddo, ho fame!
Tre lunghi giorni di volo nel gelo,
tre lunghe notti di neve dal cielo!
Poi babbo tornò a quel caldo camino
per imbeccare il dolce pulcino.
Ooooh, tu non lo diresti mai,
ma la sorpresa fu grande assai:
il fumo caldo del caminetto,
quasi giocando o per dispetto,
come il pittore fa coi pennelli
neri avea fatto i candidi uccelli.”

lefategiardiniere.it

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I GIORNI DELLA MERLA
Narra una strana storia
che in tempi assai lontani
c’era una merla bianca
più bianca della neve.
Volava lentamente
sui rami delle siepi
cercando qualche bacca:
aveva tanta fame!
Tirava forte il vento
sugli orti e sui giardini
pioveva senza sosta
dall’alba fino a notte:
gennaio ormai finiva
con giorni grigi e freddi.
La povera uccellina
fischiando disperata
cercava invano un seme
un piccol moscerino
un chicco di frumento
un briciolo di pane.
Infine, giunta sera,
si rifugiò al calduccio
di un alto fumaiolo:
dormì sognando il sole.
Svegliandosi al mattino
scoprì con meraviglia
d’avere nera l’ala
nerissimo il piumaggio
e il becco color d’oro.

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