Poesie e filastrocche per la fine dell’anno scolastico

Poesie e filastrocche per la fine dell’anno scolastico

Poesie e Filastrocche Fine Anno Scolastico

Addio… uccellini

(Poesia-saluto delle maestre, ai bambini di 5 anni della scuola dell’infanzia)

Ricordiamo ancora quando siete arrivati
alle vostre mamme fortemente avvinghiati:
teneri, timidi, impauriti
e con i volti un pò smarriti.
Cercavate di controllare la nuova emozione
e intanto imparavamo qualche canzone.
Così tra allegri canti, poesie e lavoretti
tante volte abbiamo asciugato i vostri occhietti.
Le prime regole avete imparato:-
Buongiorno, permesso, grazie, non spingo!
E i vostri compagni rispettato…
quanti giochi e filastrocche in allegria
cacciavamo così la malinconia.
Con gli occhi fieri per ogni prova affrontata
cercavate i consensi per l’impresa nuova superata.
Le vostre coccole, gli abbracci sinceri
sono questi per noi i premi dei momenti veri!
Così i nostri uccellini son pronti a volare
ed è difficile adesso lasciarli andare.
Serberemo nel cuore i ricordi preziosi
di questi primi anni davvero deliziosi.
Un viaggio meraviglioso vi aspetta ora…
orsù prendiamoci per mano e camminiamo ancora.
Tutti insieme allora andiamo
e felici certo siamo
verso la scuola primaria che ci aspetta
perché di crescere abbiamo fretta.
Dalle vostre maestre un saluto accorato,
da coloro che in questi anni vi hanno tanto amato!

di Maria Ruggi

(La poesia può essere pubblicata anche in altri siti, citando l’autore e il sito: www.maestramary.altervista.org)

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La scuola è vuota
La scuola è vuota, i bimbi andati via,
i finestroni chiusi, i banchi all’aria.
In un canto una scopa solitaria
riposa dopo aver fatto pulizia.
Solo un sommesso pigolìo d’uccello
rompe il silenzio dei deserti androni;
e nel cortile, liberi e padroni,
fanno vacanza i gatti del bidello.

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Il banco
Il banco è un po’ triste:
la scuola finisce,
e lui resterà solo,
da mattina a sera,
per un’estate intera.
E se avrà avuto, come ‘inquilino ‘,
uno scolaro un po’ birichino
oppure maldestro
che gli avrà scritto sopra col gesso
lui lo perdona
di certo lo stesso
e spera che a scuola ritorni presto.
(Maria Rosaria Longobardi)

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Maestrina
Quando a  scuola ce ne andiamo
e la  mamma a casa resta,
mai da soli rimaniamo
lì ci aspetta la  maestra.
Sta seduta e spiega piano
è paziente e non si lagna,
ci controlla da lontano
s’alza e scrive alla lavagna.
Quanto bene sa insegnare
spiega tutto come un gioco,
a noi tanto fa imparare
senza lei sapremmo poco.
E’ davvero molto buona
carismatica e bellina,
la campana adesso suona:
a domani, ciao maestrina!

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Poesia per la maestra
I miei primi passi nella  scuola
grazie a te.
Sempre attenta ai miei capricci,
sempre attenta ai miei pasticci,
sempre attenta alla mia educazione.
La mia cara ed unica  maestra d’asilo,
La mia seconda mamma fuori di casa,
la mia sicurezza insieme agli altri  bambini.
Semplicemente grazie di essere qui
a farmi diventare più grande.
Un grazie con il cuore a te  maestra,
unica, inimitabile, dolce e severa,
come è giusto che sia”.

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Le maestre
E adesso le  maestre! Che dire di loro?
Che svolgono questo lavoro
con un misto di tanti sentimenti
che prendono i cuori e le menti…
Immagina la   scuola   come un gran calderone:
ci metti dentro un pizzico di attenzione,
una manciata di severità,
insieme a due etti di disponibilità,
di impegno un bel mestolone,
di buon senso un cucchiaione,
di simpatia non si può fare senza
e neanche di un bel po’ di competenza,
unita a vagonate di pazienza…
E per fare il miscuglio quasi perfetto,
aggiungi un grosso bicchierone di affetto…
Tutti i tuoi  insegnanti,
caro  bambino e cara  bambina,
sono come giardinieri attorno ad una piantina:
la sorvegliano, la proteggono con cura amorosa
perché cresca forte e rigogliosa
e possa affrontare con serenità,
tutte le tempeste che nella vita incontrerà…

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Grazie
Tra le pagine del mio quaderno
scritto con il pensiero,
c’è l’inchiostro più indelebile e sincero,
ha scritto Grazie per la pazienza,
per la costanza,
per la tua silenziosa vicinanza,
per il sostegno e la perseveranza.
Durante questi anni,
ricchi di affanni ed emozioni,
non ho imparato solo la lezione,
tu hai saputo colorare ogni stagione.

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Ciao ciao amici di scuola
Amici di scuola,
è il tempo che vola,
è ora di partire,
saluti a non finire!
È stato proprio bello
stare insieme a voi!

Un anno è passato,
un altro che viene,
tantissime giornate
per stare tutti insieme,
per crescere e studiare
insieme a voi!

Vacanze, vacanze
ai monti, al mare,
col sole che splende,
che bello riposare!
Poi si ritorna
a stare insieme a voi!

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Viva la scuola
Domani è l’ultimo giorno di scuola,
che bello sarà, che bello sarà
girare in bicicletta per la città!

Giocare, giocare, basta studiare;
farò tutto ciò che mi va.
Però se ci penso un po’,
di nostalgia ne avrò.

Viva viva la scuola
dove il tempo, il tempo vola.
Sembra ieri, domani già
un altro anno se ne va.

Domani i saluti alla nostra maestra,
che grande emozione sarà,
un piccolo pensiero la commuoverà.

Poi, via di corsa, la scuola è finita:
farò tutto ciò che mi va.
Però se ci penso un po’
di nostalgia ne avrò.

Viva viva la scuola
dove il tempo, il tempo vola.
Sembra ieri, domani già
un altro anno se ne va.

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Grazie scuola mia 
C’è un palazzo piantato nel centro
di un paese o di una grande città;
questo palazzo si chiama scuola
e come un albero resta là!

Sopra quell’albero crescono frutti
di sapienza, amicizia e bontà
ed è grazie ai nostri insegnanti
che un bel raccolto ci sarà.

I suoi semi si chiamano libri
di matematica e di geografia
e tanti rami formiamo insieme
con i compagni che sono qua.

Sei la mia scuola e ti dico grazie.
Sei il mio insegnante e ti dico grazie.
E con gli amici stringendoci insieme:
sotto quest’albero si sta bene!

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Primo giorno di vacanza
La scuola è finita, un altro anno è passato
e anch’io, come sempre, ora son ritornato
per le mie vacanze alla spiaggia ed al mare:
nessuno mi tocchi, ora voglio giocare!

Però sono bianco e qua c’è il solleone,
ma non posso sempre star lì all’ombrellone
e nemmeno voglio la crema spalmare
perché impiastricciato non mi piace stare,

perciò ho detto a mamma: “La crema non metto!”
ed ora son rosso come un gamberetto,
ed ora son rosso come un peperone
e scotto perfino di più di un tizzone.

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Il Paese delle Vacanze

Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.

(Gianni Rodari)

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E’ Giugno

Vociare di bimbi ridenti
è la scuola che chiude i battenti!
Gli alunni Giugno saluta
dice loro l’estate è arrivata,
lascia i libri, i quaderno e lo studio:
nei cortili e per strada è tripudio.
Allegria di giallo colore
e di mare un salato sapore,
qualche lacrima scende sul viso
poichè a settembre le medie avranno diviso
quello che per 5 anni l’insegnamento ha unito.

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Saluto alla maestra

Addio alla Scuola dell’ Infanzia
Cara maestra ti dobbiamo salutare
ormai passiamo in prima elementare!
Ma non vedi come siamo cresciuti?
È arrivato il momento dei saluti…
Siamo felici di essere promossi
e davvero siamo tutti un po’ commossi
ma questo è giorno di gioia, e in effetti,
basta lacrime! basta fazzoletti!

 Simona Maiozzi

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