Poesie e filastrocche sull’apostrofo

Poesie e filastrocche sull’apostrofo

apostrofo

L’apostrofo

Un dì l’ochetta un bel libro sfogliò
e due vocali vicine trovò.
«Sono in principio e in fine di parola»
disse l’ochetta «basterà una sola!
Sai cosa faccio? Una me la becco;
mi mangerò la prima, questa, ecco!».
Nel dir così, gluc… se l’ingoiò
e al suo posto una piuma lasciò.
G. Marzetti Noventa

L’apostrofo

Disse la luna: “È l’una, ho voglia di dormire”.
Disse il lago:”Con l’ago io non saprei cucire”.
L’ontano, che è una pianta,
l’ontano non può andare,
e l’acero frondoso
non è da rammendare.
Daria è una bambina
che d’aria non è già.
È allegra, chiacchierina,
ma sa quello che fa.
Non poltrisce nel letto
e sa cos’è l’etto:
non confonde mai l’otto

con il gioco del lotto.
L’apostrofo è così:
a volte non ci vuole,
a volte, invece, si.
Gianni Rodari

L’ago di Garda

C’era una volta un lago, e uno scolaro
un po’ somaro, un po’ mago,
con un piccolo apostrofo
lo trasformò in un ago.

“Oh, guarda, guarda”
la gente diceva
“l’ago di Garda!”
“Un ago importante:
è segnato perfino sull’atlante”.

“Dicono che è pescoso.
Il fatto è misterioso:
dove staranno i pesci, nella cruna?”
“E dove si specchierà la luna?”
“Sulla punta si pungerà,
si farà male…”
“Ho letto che si naviga un battello”.
“Sarà piuttosto un ditale”.

Da tante critiche punto sul vivo
il mago distratto cancellò l’errore,
ma lo fece con tanta furia
che, per colmo d’ingiuria,
si rovesciò l’inchiostro
formando un lago nero e senza apostrofo.
Gianni Rodari

L’apostrofo

Due vocali all’improvviso, puoi trovare a viso a viso
e se a leggerle tu vai, senti un suono strano assai
perchè torni l’armonia, una di esse manda via
con l’apostrofo supplisci, la vocale che abolisci
tu non scrivi mai la anima, no no no, tu scrivi l’anima
e non dici mai lo ozio, no no no, tu dici l’ozio
A ed O dunque hai soppresso, e l’apostrofo, ecco, hai messo
così scrivi quest’onore, un’arancia, dell’amore
certo error tu non farai, se un pochin rifletterai
quel monello di Totò, dice “Sì, rifletterò”
ma col sasso poi colpisce, la vocale che abolisce!

La canzone dell’apostrofo

La oca va in giardino
con lo ombrellino
incontra lo uccellino
che becca un semino.

La ape Mariarosa
dorme e si riposa
la sveglia la amica
di nome Federica.

Rit:
Quando scrivi una parola
che incomincia per vocale
l’apostrofo devi usare
non lo dimenticare.
Con una lacrimuccia
piccina, piccina
diventa graziosa la parolina.

L’oca va in giardino
con l’ombrellino
incontra l’uccellino
che becca un semino.

L’ape Mariarosa
dorme e si riposa
la sveglia l’amica
di nome Federica.
Rosa Dattolico, L’allegra ortografia

apostrofo da colorare

Ecco un simpatico apostrofo da stampare e colorare.

 
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