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La valutazione ai tempi della DAD

La valutazione ai tempi della DAD

valutazione ai tempi della dad

Tempo di valutazioni. Ogni anno questo appuntamento “bollente” richiede uno sforzo di energia e di slanci di imparzialità che ci lasciano spesso, nonostante il lavoro certosino, con qualche dubbio sul nostro processo di osservazione e di giudizio. Quest’anno la valutazione risulta una pratica ancora più difficile e non so a voi, ma a me crea non poche incertezze. Tutte le scuole si sono attivate per rendere possibile la DaD in modo da garantire la continuità formativa e ciascuna ha dovuto rimodellare le proprie pratiche didattiche on-line. Il panorama di strumenti, piattaforme e dispositivi è stato ricco, sia pure difforme il suo utilizzo. Infatti, nonostante gli sforzi e la rete tentacolare per raggiungere le abitazioni dei nostri alunni, i traguardi raggiunti non sono stati per tutti brillanti. Voi cosa andrete a valutare? Molte sono le mie perplessità. Mi chiedo come si valuta un bambino che non ha potuto seguire perché privo di strumenti? O in assenza di collegamenti? Come si valuta chi utilizzava dispositivi obsoleti che penalizzavano la partecipazione alla lezione? E tutti quei bambini che hanno condiviso con i fratelli i loro strumenti e non gli è stato possibile esserci in forma continua? Alcuni elementi oggettivi, sia pure deboli, a cui aggrapparci li abbiamo. Di certo si terrà conto del rendimento anteriore alla DaD. Personalmente credo che farò riferimento alla prima valutazione e premierò anche chi si è impegnato e ha partecipato attivamente alle lezioni online. Ritengo che sarebbe sbagliato abbassare i voti a chi non è riuscito a fare di più. In tal caso si procederebbe a una riconferma. Siete d’accordo? Le circostanze particolari offrono diverse attenuanti. Sicuramente quest’anno il voto non potrà esprimere un giudizio veritiero, fatta eccezione per quei bambini che conosciamo molto bene e che si sono distinti attraverso un lavoro e un interesse costanti. Nonostante queste piccole certezze, mi domando cosa abbiamo chiesto ai nostri alunni che con una consapevolezza nuova hanno dovuto prendere in carico i lavori assegnati e in assenza talvolta di aiuti dalle famiglie o di mediazione dei docenti, hanno rinunciato di fronte alle difficoltà sventolando la bandierina bianca. Come li valutiamo questi alunni? E i compiti perfetti di quei bambini che in presenza richiedevano un sostegno ripetuto? Come li giudichiamo? Miracoli domestici che in alcuni casi si sono verificati. Diciamocelo. Una valutazione può accendere nell’alunno l’entusiasmo e la fiducia nelle proprie possibilità, cambiando il suo sguardo verso il futuro, ma potrebbe anche inibire e mortificare i nuovi voli verso l’apprendimento perché l’alunno potrebbe non essere stato compreso nei suoi sforzi. La valutazione dovrebbe essere uno strumento per focalizzare le zone d’ombra, i punti di debolezza e i punti di forza di ogni alunno. Vi chiedo, ma il voto può trasformarsi in uno strumento d’incoraggiamento? Può il voto aiutare a migliorare alcuni ambiti di apprendimento? Ciascuno di noi ha un punto di vista privilegiato che nasce dall’osservazione e dall’esperienza e il processo valutativo richiede la somma di tante risorse messe in campo. E allora confrontiamoci per sbagliare meno. Cosa ne pensate?

Vi invito a parlarne insieme, condividendo le vostre opinioni e i vostri dubbi sul gruppo Primaria Club di Mondadori Education:

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