Festa degli Alberi Poesie e Filastrocche

Festa degli Alberi Poesie e Filastrocche

Poesie e Filastrocche Festa degli Alberi

Festa a scuola
Mamma, lo sai che abbiamo fatto festa
a scuola, stamattina? Allineati
dapprima; e poi, con il maestro, in testa
a piantar gli alberelli siamo andati.
E ne abbiamo piantati un per ciascuno,
ma bello come il mio non è nessuno:
svelto, diritto, a cuspide perfetta,
verde cupo nel folto e chiaro in vetta.
Un per ciascuno, eravamo in cento:
Ora cento alberelli al sole, al vento,
come fiere sentinelle se ne stanno…
e pensa che bel bosco diverranno!

 (L. Salvatore)

Alberi

Non credo che vedrò mai
una poesia bella come un albero.
Un albero la cui bocca bramosa sia attaccata
al dolce seno fluente di madre Terra.
Un albero rivolto a Dio per tutto il giorno,
che innalza al cielo le sue frondose braccia
in segno di preghiera.
Un albero che in estate può indossare
un nido di pettirossi tra i capelli.
Sopra il cui cuore la neve si stende leggera,
che vive intimamente con le piogge.
Le poesie sono scritte dagli sciocchi come me,
ma solo Dio può creare un albero.

(Joyce Kilmer)

Un Albero Nudo

Un albero nudo
fuori della mia finestra
solitario
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni.

Il vento sabbioso, la neve, il gelo
non possono ferirlo.

Ogni giorno quell’albero
mi dà pensieri di gioia:
da quei rami nudi
indovino il verde che verrà.

(Wang Ya-Pung)

Nel bosco
Nel bosco ogni vecchio gigante
sia abete, sia quercia, sia pino,
ha intorno, ai suoi piedi, un giardino
di piccole piante.
Son muschi, son felci, son fiori,
e fragole rosse e lichene
cui l’albero antico vuol bene
suoi teneri amori.
E mentre le fronde superbe
protende più su verso i cieli
ai pensa a quegli umili steli
nell’ombra, fra l’erbe.

 (L. Schwarz)

Albero secco
Un albero secco
fuori della mia finestra
solitaria
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni.
Il vento rabbioso la neve il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell’albero
mi dà pensieri di gioia:
da quei rami secchi
indovino il verde a venire.

 (Wang Ya-Ping)

 Festa degli alberi

 Mamma, ho pensato a te mentre piantavo

 l’alberello pel bosco che verrà.

 Ti piace l’ombra sull’erbetta morbida?

 Quell’alberello, mamma, crescerà. …

 Crescerà come cresce il tuo bambino:

 avrà forza, salute, gioventù.

 E noi passeggeremo sotto gli alberi

 che abbiamo visto, piccoli, laggiù.

 M’hanno detto che gli alberi ed i boschi

 sono un tesoro della patria mia.

 E’ vero, mamma? – E’ vero, sì mio piccolo:

 ma sono anche bellezza e poesia.

 (Di Milly Dandolo)

Speranza
C’è un grande albero spoglio
in mezzo all’orto: pare
che soffra e non si possa
coprire e riscaldare.
Vola sui nudi rami
un passero sperduto,
e cinguetta più forte
in segno di saluto.
Geme l’albero: “Un tempo
fui giovane e fui bello:
candidi fiorellini
erano il mio mantello.”
Il passero cinguetta:
“Oh vecchio albero, spera!
Si scioglieran le nevi:
verrà la primavera.

 (M. Dandolo)

 Filastrocca dell’albero

 Albero abbraccio e respiro del mondo
Strade radici che arrivano in fondo
Chissà da dove arriva il tuo suono
Suono che parla di un cuore buono
Chissà da dove arriva il tuo canto
Canto di foglie, che vibra d’incanto
Mentre ti ascolto, ti parlo e ti penso
E il mio discorso diventa denso:
Tieniti stretto a questa terra
Cresci più libero che in una serra
Afferra il cielo, portalo a noi
Tendi i tuoi sogni più in alto che puoi
E se qualcuno ti vuole strappare
Tu vienimi a chiamare.

 Sabrina Giarratana

 L’albero

 (Di Vincenzo Bosari)

 Se non ricordi, io ti dono

 la fresca ombra d’estate,

 chiamo le dolci piogge

 sulle sementi che han sete,

 ti porgo resine e balsami

 per ritemprarti in salute.

 E quando il vento d’autunno

 senza pietà mi dispoglia,

 giungendo foglia su foglia

 preparo il letto agli armenti

 che ti dan cibo e vestito;

 e quando il gelido inverno

 col tramontano è alle porte,

 mi struggo senza un lamento,

 in fiamma per darti calore.

 E a primavera, coi nidi

 risorgo, e porgo alla terra

 profumi e canti …

 Addio all’albero

 Arriva il vento

 e l’albero si spoglia.

 Si ode un lamento:

 piange una foglia

 Albero mio

 geme essa piano

 ti dico addio,

 vedo lontano,

 Dove? non so:

 chi le raccoglie,

 lungo i sentieri

 le morte foglie?

 Pure un bambino

 con la cartella,

 mi guarda chino

 e dice: è bella

 (Anonimo)

Castagni
Nulla è più bello dei frondosi e ampi
castagni a selve sterminate in mezzo
a questi monti…
Nulla è più dolce. Cascano con tonfi
leggi eri le castagne, e a quando a
quando ne sguscia fresca sotto il piede alcuna.
Casca in gran copia e tutte l’erbe
impruna di bei cardi spinosi il frutto buono,
che sfamerà i figlioli del colono
se, pel suo desco, non dan pane i campi.

 Di G. Marradi

Gli alberi

Dove sono gli alberi qui la vita trova
cento beatitudini: fiori, frutti, ombre,
profumi, canti, colori, ricchezze, salute…

 Sui pendii montani ove si torce, battuto
dai venti e ferito dalle folgori, l’albero
ghermisce con le radici la terra e l’aiuta
dalle frane; rompe col tronco tenace il peso
sdrucciolevole delle nevi ed evita le valanghe;
contende le prode al ruinoso torrente; fiacca
i venti, protegge dalle piogge improvvise e
dal sole meridiano i pastori e i greggi.

 A valle, vive sui margini dei poderi e delle
colture. Segue le strade; si sporge dal muro
degli orti; stormisce lungo argini e canali; si
lascia abbattere, spartire in ceppi e fascine,
in tavole bianche che il falegname sega,
incide, inchioda per la vita e per la morte.

 (Di Renzo Pezzani)

Gli alberi parlano

Gli alberi parlano da alberi
come i bambini parlano da bambini.
Quando un bambino
si mette a conversare con un albero,
l’albero gli risponde,
il bambino lo sente.
Gli alberi parlano da alberi
come i bambini parlano da bambini,
alberi e bambini s’intendono
e parlano tra di loro.
(Jacques Prevert)

Alberi
Sempre fermi, sempre ritti,
sempre zitti,
come impavidi soldati,
stanno i buoni alberi, armati
sol di foglie e fiori e frutti,
di cui fanno dono a tutti.
Tutto danno quel che hanno
e per sè tengono solo
un gorgheggio d’usignolo
un fischietto di fringuello
un sussurro di ruscello.

 (D. Valeri)

Boschetto
In questo boschetto di poche gaggie
ricanta un uccello le sue poesie.
Se un cuore vi passa, si ferma e ristà,
riparte provvisto di felicità.
E’ un bosco d’un’ombra armoniosa e leggera
e un angelo viene a dormirvi la sera.
Per farsi un lettuccio men duro raccoglie,
dai ceppi muschiosi, bracciate di foglie.
E vede, addondando nell’umida cuna
passare tra i rami più alti la luna;
e sente tra fronde dal vento toccate
tremore e bisbigli di calde nidiate;
e trova la pace d’un sonno tranquillo
tra un canto d’uccello e il canto d’un grillo.

 Piantiamo l’albero nuovo

 Passa novembre; guarda: nell’aria

 l’ultima foglia va solitaria,

 come se il giallo corpo non voglia

 dare alla terra, povera foglia!

 Sui rami, tesi come in preghiera,

 va una speranza di primavera.

 Piantiamo (è tempo!) l’albero nuovo

 lungo le frane, sopra ogni rovo;

 per tutto, dove manca l’incanto

 del verde, cresca l’albero santo.

 Di boschi forti più lieta sia,

 più ricca e bella l’Italia mia.

 (Di A. Simoni)

Il testamento dell’albero
Un albero d’un bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
“Lascio i miei fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole e poi
tutti i semetti a voi,
a voi, poveri uccelli,
perchè mi cantavate la canzone
della bella stagione…
E voglio che gli stecchi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poverelli.

 (Trilussa)

Pioppi al tramonto
Io so chi colora
di rosso, nell’ora
già prossima a sera,
il cielo, soffuso di un pallido blu:
i giovani pioppi
a specchio nell’acqua laggiù.
Li ho visti piegare il pennello
dell’agile chioma
e intingerlo dentro il ruscello
di limpida porpora, sempre, a quell’ora.
Poi, subito ritti, con zelo
svettando; striare di rosso
la pagina chiara del cielo.
So ancora
nel suo folleggiare nel fosso
nel suo folleggiare monello
si lascia sfuggire talora
qua e là qualche macchia vermiglia
che a nube sospesa somiglia.

 (G. Vaj Pedotti)

Pini in cortile
Crescono i pini
di fronte alla scala.
Toccano coi rami il muro
della casa dai tegoli bruni;
e di mattina e di sera
li visita il vento e la luna.
Nelle tempeste d’autunno
sussurrano un verso vago;
contro il sole d’estate
ci prestano un’ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d’un carico di perle pendule;
e alla fine dell’anno,
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una trina lucente.

 (liriche cinesi)

Castagni
Nulla è più bello dei frondosi e ampi
castagni a selve sterminate in mezzo
a questi monti…
Nulla è più dolce. Cascano con tonfi
leggeri le castagne, e a quando a quando
ne sguscia fresca sotto il piede una.
Casca in gran copia e tutte l’erbe imbruna
di bei cardi spinosi il frutto buono.

 (G. Marradi)

Gli alberi

 Non hanno voce, ma li senti a volte

 cantare: son gli uccelli che hanno il nido
fra ramo e ramo, in un angolo fido
ove è dolce sostare. Nella folta
chioma s’impiglia il vento e anch’esso suona
a lungo e geme e ride e narra fole
meravigliose. Se li indora il sole
gli alberi sono una presenza buona.
A notte offrono asilo agli sperduti
abitanti del bosco, hanno le braccia
aperte a tutti. Un giorno, se a Dio piaccia,
saranno legna e fuoco: i benvenuti.

 (Di Massimo Grillandi )

 Alberi

 Gli alberi tengono il cielo

 azzurro prigioniero dei rami,

 si vestono di silenzi

 e di abbandoni

 e tremano di voli e di canzoni.

 Spandono un lume di fiori

 ai mesi chiari

 e camminano col vento

 per ignoti reami.

 La notte li ritrova incappucciati

 monaci solitari nel convento:

 ma, dove cantò l’usignolo,

 resta nel fiato dell’alba,

 l’eco di un singhiozzo d’oro.

 (Di I. Dell’Era)

 
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2 thoughts on “Festa degli Alberi Poesie e Filastrocche

  1. Gloria Cardillo classe 2a elementare scuola S. Anna Messina il said:

    La festa degli alberi serve a ricordare che gli alberi non si tagliano perché ci danno ossigeno, frutti, ombra, carta, profumo e tante altre belle cose.
    Gli alberi sono importanti perchè le loro radici tengono il terreno e non fanno franare la montagna.
    Gli alberi sono esseri viventi e vanno rispettati.

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