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Poesie dedicate al 4 novembre

Poesie dedicate al 4 novembre

4 novembre

Il 4 novembre si celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Quattro novembre
Quattro novembre. O morti che dormite
a Redipuglia e in grembo alla rossiccia
terra del Carso: o voi che non udite
il giocondo squillar della fanfara,
morti in terre lontane; o voi caduti
giù nell’azzurra immensità del mare,
non vi ridesta un fremito di gloria?
Oggi son tutte al vento le bandiere:
dicono che fu vostra la vittoria.
Lea Maggiulli Bartorelli

 

Veglia
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca

digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
Giuseppe Ungaretti

Soldati
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie
Giuseppe Ungaretti

San Martino del Carso
Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato
Giuseppe Ungaretti

Croci di legno
Croci di legno, nude su la nuda,
terra che copre i morti nella gloria;
croci che la battaglia e la vittoria
pianta con le bandiere ovunque va;
siepe di croci a guardia d’una gente,
trincee di tombe a guardia d’un amore;
croci di legno confitte nel cuore,
di tutta la straziata umanità.
Diego Valeri

Questa notte
Questa notte fra Redipuglia
e Oslavia, si riaccenderanno i fuochi
sopra le alture dove tante volte
la battaglia
si spense nel sangue e sarà un fluttuare
di ombre intorno ai bivacchi
perchè all’estremità dell’oblio
hanno freddo anche i morti.
Carlo Delcroix

Principio di Novembre
Oggi l’aria è chiara e fine
e i monti son cupi e tersi,
poveri anni persi
in fantasie senza confine.
Qui ogni pietra ha un contorno
ogni fibra un colore,
i rami tendono intorno
una rigidità senza languore.
Foglie gialle cadute
per troppa secchezza,
segnano l’asprezza
di grandi arie mute.
Il cielo è azzurro di profondità
le cose son ferme e recise.
Passò un respiro d’eternità
in queste solitudini derise.
Carlo Stuparich

Italia
Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni

Sono un frutto
d’innumerevoli contrasti d’innesti
maturato in una serra

Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Italia

E in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla
di mio padre
Giuseppe Ungaretti

La Patria
Lo sai, fanciullo, che cos’è la Patria?
È la casa dove tua madre
t’ha cullato sulle sue ginocchia e tuo
padre ha lavorato per te.
È il prato dov’è spuntata l’erba
trapunta di margherite, per la gioia
delle tue corse.
È la scuola dove s’è aperta la
tua piccola mente alle prime nozioni,
e il tuo cuore ai primi affetti.
È la terra su cui sventola la
bandiera dai tre colori.
È il cimitero dove riposano i
morti che i tuoi genitori piangono
ancora.
È il campanile da cui giunge
la voce che invita a pregare.
Sono i campi che producono
per te. Sono le pianure, le colline,
le montagne che tu calchi, di cui
tu respiri l’aria salubre.
È il cielo a cui tu volgi gli
occhi nella gioia e nel dolore.
Francesca Castellino

Epigrafe
Vuoi sapere chi sono?
Percorri il mio cammino
sosta ove caddi,
e cerca nel fango il mio piastrino.
Se non mi vide alcuno
quando caddi riverso,
io voglio mi si chiami:
« Ignoto », e non « disperso! ».
Sono uno dei settecentomila!

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